“Chiara Mentemento” su Facebook: una voce fuori dal coro.

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Pubblichiamo volentieri questo post trovato nella pagina Facebook di “Come vedono i daltonici”, scritto da Chiara Mentemento. Davvero esilarante! Chiara ha simpaticamente acconsentito alla pubblicazione sul sito.

Io non ho assolutamente niente contro di voi, e non vorrei passare per razzista, però penso che i daltonici non possano sicuramente pretendere di essere considerati uguali a noi.
Innanzitutto hanno un limite fisico che gli impedisce di raggiungere il nostro stesso livello culturale. E chi non è d’accordo dovrebbe venirmi a spiegare come può, un daltonico, comprendere a 350°gradi un dipinto di Picasso o di Stigliani, senza nemmeno poter distinguere i colori che sono stati usati.
In secondo luogo dovrebbero rendersi conto che non è giusto che le persone si facciano carico del loro problema. Perchè io dovrei uscire con una persona con questo endicap correndo magari anche dei pericoli (per esempio per i loro problemi nella comprensione dei semafori ecc.)o come minimo trovandomi in situazioni imbarazzanti? Che poi io riconosco anche i lati positivi delle persone. Tipo se c’è una cosa per cui li stimo è che, a differenza per esempio degli astigmatici, loro non ostentano il loro problema mettendosi gli occhialini alla moda, strizzando gli occhi o altro…e io questo lo dico. Gli astigmatici ostentano, i daltonici no. Questo per dire che cerco di essere obiettiva e non è che odio la categoria o altro…solo non sono una falsa buonista.

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Scienza: SNA & Dalton, induzioni del colore sul SNA

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(di Giulio Bertagna)

A proposito delle induzioni del colore sul Sistema Nervoso Autonomo ho già avuto occasioni di scrivere sui miei libri e di parlarne diffusamente nelle mie lezioni al Politecnico di Milano e in molte conferenze sul colore.

In sintesi i colori intorno a blu, ovvero di alta frequenza o di corta lunghezza d’onda che dir si voglia, attivano maggiormente il SNA parasimpatico, predisponendo dunque l’individuo all’espletamento delle necessità fisiologiche, all’introspezione. L’induzione è di tipo neurofisiologico e, a livello sperimentale, è facilmente riscontrabile tramite la diminuzione della frequenza cardiaca.

I colori intorno a rosso (colori di bassa frequenza o di lunga lunghezza d’onda), al contrario, attivano maggiormente il SNA simpatico, predisponendo l’individuo a una situazione di attacco-difesa. Questo presuppone l’avvio di un blocco delle richieste di soddisfacimento fisiologico per fornire al fisico tutta l’energia disponibile. Le aree cerebrali coinvolte normalmente nella gestione dei comportamenti sociali omologati, cede la priorità a quelle più antiche e istintive, sicuramente elementari da un punto di vista sociale, ma assolutamente veloci per assicurarci la sopravvivenza. Anche qui l’induzione è di tipo neurofisiologico e, a livello sperimentale, è facilmente riscontrabile tramite l’aumento della frequenza cardiaca, questa volta per l’aumento dello stimolo delle ghiandole surrenali con un aumento dell’adrenalina nel circolo ematico.

La sperimentazione alla quale ho accennato qui sopra consiste nella semplice somministrazione visiva di blu e di rosso al soggetto testato. Gli scostamenti della frequenza cardiaca rispetto alla basale rilevata prima del test, risulta più che sufficientemente evidente a confermare quanto sopra scritto. Le fortunate e necessarie complessità del cervello umano fanno sì che tali induzioni sperimentali, provochino solamente una predisposizione fisiologica e psicologica e nulla di più. Nessun blu sarà dunque in grado di mandare in estasi meditativa una persona, come nessun rosso potrà mai scatenare reazioni aggressive o mettere in fuga alcuno.

Difficile fare delle ipotesi sul perché questi due colori, polari per frequenza o lunghezza d’onda ed entrambe ai limiti del visibile, abbiano sulla psicofisiologia umana gli stessi effetti che si attivano, anche senza la loro presenza, nelle diverse situazioni in cui si viene a trovare un essere umano. Un certo mondo un po’ obsoleto della psicologia dei colori (nata in mancanza delle non ancora nate neuroscienze) evocava l’eccitazione provocata dal fuoco e dal sangue per spiegare i perché del rosso usato come colore della lotta, del sesso, del pericolo, ma si arenava nel cercare le ragioni del blu e la rassicurante nobiltà del sangue blu era solo una conseguenza, non certo l’induttore.

La ragione la si potrebbe cercare nei segnali della natura, giacché l’essere umano ai primordi, ha dovuto attivare una notevole, lunga e complessa adattività all’ambiente terrestre per sopravvivervi.

Innanzi tutto è bene considerare la scarsa presenza di blu e di rosso intrinseci negli “oggetti” della natura. Qualche fiore in entrambe i casi, qualche piumaggio. Il cielo, il mare, come colore non hanno che l’acromaticità assoluta. Dunque il rosso era ben visibile come colore intrinseco delle fauci, delle parti intime, del sangue. Soprattutto in presenza visiva di quest’ultimo, la situazione emozionale e fisiologica dell’individuo non sarà certo stata di tranquillità e di introspezione. Un segnale biologico dunque di attenzione. Il blu era ed è ancora il colore dell’imbrunire prima del totale buio notturno. Un segnale che induce ancora oggi l’essere umano a far mente locale a dove trascorrerà la notte, a dove potrà riposare al sicuro. Nessun uomo primordiale, riparlando dei nostri avi, si sarebbe rifugiato presso popolazioni ostili. L’urgenza del trovare un ricovero sicuro indotto dal blu della notte imminente l’avrà certamente portato presso gente amica, presso il suo gruppo familiare dove avrebbe potuto trovare cibo e godere di una certa sicurezza. Il blu soddisfatto e comunque avvolgente e occultante anche per chi avesse trovato un nascondiglio improvvisato, lasciava la tranquillità di pensare al da farsi prima del levare del sole, lasciava spazio ai progetti, al sogno, al godimento di qualche piccolo piacere.

Ma i daltonici, si dice, non vedono i colori come noi tricromati normali.

Dato scientificamente per certo che il mondo intorno a noi è acromatico, ovvero in bianco e nero, risulta chiara la differenza tra un tricromate normale e un daltonico (tricromate anomalo o dicromate). La differenza sta nell’interpretazione delle lunghezze d’onda della luce emessa dagli oggetti illuminati, che per i tricromati normali, essendo la maggior parte della popolazione mondiale, ha dato luogo alla “normalità” della visione cromatica, mettendo i daltonici, che dispongono di uno spazio-colore ridotto, in quella che definirei “emarginazione cromatica”.

Conclusione

Il rosso vivo che è in grado di elevare la frequenza cardiaca di un tricromate normale nel giro di 10-20 secondi, viene visto da un daltonico approssimativamente come un colore intorno a giallo.

Sarà questo rosso in grado di provocare le stesse induzioni sul SNA anche su di un daltonico? Lo sarà, ma in misura ridotta? Non mi risulta che siano state fatte sperimentazioni in tal senso o quanto meno abbastanza rilevanti da emergere a seguito di una ricerca.

Il blu, salvo che per i tritanomali o tritanopi, viene visto correttamente sia dai protanomali, protanopi, deuteranomali e deuteranopi. Dunque qualcosa si dovrebbe attivare per il blu, ma, in teoria, non per il rosso. Credo che questo non sarebbe “biologico”. Il fatto che prima della società industriale i daltonici siano vissuti senza grandi problemi e senza sapere di esserlo e che il daltonismo sia emerso grazie proprio a John Dalton nel 1798 suggerirebbe di non accettare il fatto che i daltonici subissero le induzioni dei colori sul SNA in modo anomalo.

L’induzione non è di carattere meramente psicologico, ma è neurofisiologico e poi, di conseguenza, psicologico. Il ché lascerebbe pensare che le differenze di lunghezza d’onda possano essere discriminate comunque, bypassando le vie visive, dunque anche le limitazioni di visione cromatica. Questo, ovviamente, per garantire solo determinate funzioni vitali.

Un’area di ricerca che ritengo importante e che potrebbe aprire a nuovi scenari proprio grazie al mondo daltonico.

 

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Dal mondo: daltonismo e infografiche

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Pubblichiamo un contributo pervenuto da Marcello Bandierini. Grazie, Marcello!

Il daltonismo è un’anomalia nella percezione visiva di alcuni colori e viene così definita poiché fu John Dalton – chimico inglese – nel 1794 a darne una prima descrizione scientifica. Oggi sappiamo che Dalton era affetto da deuteranopia, cioè l’insensibilità al colore verde. Esistono altri due tipi di daltonismo: la protanopia, cioè l’insensibilità al colore rosso, e la tritanopia, cioè l’insensibilità al colore blu. Ci sono, inoltre, persone che pur vedendo tutti i colori li vedono in maniera un po’ diversa rispetto alla maggioranza della popolazione e sono detti tricromati anomali. Per chi volesse approfondire consiglio il capitolo relativo del manuale Misurare il colore, a cura di Claudio Oleari (editore Hoepli) oppure di cercare sul web.

Confronto visione standard, deuteranopia, protanopia, tritanopia

Come i vari soggetti vedono i colori: deuteranope e protanope vedono in maniera simile

Il daltonismo è più diffuso di quanto si pensi. Si stima che tra il 5% e l’8% degli uomini ne soffra, mentre tra le donne la percentuale è inferiore all’1%. Esistono poi comunità molto chiuse, in cui lo scambio genetico è limitato, dove le percentuali salgono notevolmente, come ben raccontato da Oliver Sacks nel suo saggio L’isola dei senza colore. Le cause possono essere genetiche o acquisite e per maggiori informazioni a riguardo qui trovate la voce relativa su Wikipedia.

Cosa c’entra il daltonismo con la data visualization? C’entra, in quanto il colore è uno degli strumenti più utilizzati per comunicare i dati o altri tipi di informazione. Secondo le percentuali indicate prima si può approssimare dicendo che su 100 persone che potenzialmente leggeranno il nostro blog (o articolo, infografica, etc.) almeno 3-4 tra uomini e donne non saranno in grado di cogliere i colori per come noi li avevamo pensati. Questa cosa me l’ha fatta giustamente notare Max, un lettore, in un commento al post Anche Wired si può migliorare.

Cosa possiamo fare quindi per migliorare la leggibilità delle nostre infografiche tenendo in considerazione anche le persone affette da daltonismo? Innanzitutto capire come vedono i colori.Per fare questo ci sono vari strumenti. Ad esempio in Adobe Photoshop (dalla versione CS4 in poi) c’è una funzione nel menu (in Visualizza > Imposta prova > Daltonismo) che simula la vista di un soggetto affetto da pronatopia o da deuteranopia. Non c’è la simulazione del soggetto tritanope poiché è il più raro (circa lo 0,004% della popolazione). Un primo passo quindi può essere utilizzare le varie tonalità del blu, piuttosto che mescolare verde e rosso per dare informazioni diverse, come ad esempio in questa infografica.

Un altro modo di aiutare nella lettura dell’infografica può essere quello di utilizzare insieme due modalità per comunicare i dati. Ad esempio se proprio vogliamo utilizzare il verde, il rosso o altri colori possiamo aggiungere dei numeri o del testo per fornire un ulteriore metodo di lettura. È il caso dell’infografica qui sotto dove, oltre alla scala colore che va dal rosso al giallo e al verde, ci sono i numeri ad indicare il voto. In questo modo l’infografica è leggibile non solo da un daltonico ma anche da un acròmate (soggetto affetto da acromatopsia, cioè incapacità di percepire qualsiasi colore), oppure in bianco e nero, ad esempio se qualcuno volesse stamparla in scala di grigi o fotocopiarla senza colori.

Visione standard, deuteranope, tritanope e senza colori

Oltre al colore, i numeri aiutano a leggere correttamente l’infografica

Esistono molti software gratuiti e altrettante risorse on-line per simulare la vista delle persone affette da daltonismo o da altre anomalie. Faccio qui un piccolo elenco: VischeckCoblisColor OracleSim DaltonismColor Blindness SimulatorRuota dei colori accessibili (questo è in italiano, gli altri in inglese). Ne esistono altre decine in internet, basta fare una ricerca. Quindi non ci sono scuse, quando create infografiche - e in generale quando lavorate con i colori - ricordatevi di verificare se sono comprensibili per tutti, ne va dei vostri lettori!

Fonte: http://veesualize.it/2014/01/daltonismo-e-infografiche/

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Video: un filmato divertente sul daltonismo

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Su Youtube spunta questo simpaticissimo video sui daltonici. E’ pieno di errori, ma ovviamente inseriti per sdrammatizzare i problemi quotidiani. Bellisima la chiusura, che non riveliamo per non rovinare la “suspence”.

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DDL Daltonismo: presentazione in Senato del 24 settembre 2013

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Il 24 settembre si è svolto in senato un incontro con giornalisti e senatori per la presentazione del DDL sul daltonismo, presentato a prima firma dalla senatrice Cristina De Pietro e controfirmato da tutto l’arco parlamentare del Senato.

Si tratta di un punto di arrivo per la campagna sul daltonismo, che proseguirà adesso con la sua espansione in altri stati europei e con l’escalation a livello di Unione europea.

Presentazione Senato – 24.09.2013 – Stefano De Pietro
Presentazione Senato – 24.9.2013 – Giulio Bertagna

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Mostra “daltonico (ma guido benissimo)” a Palazzo Tursi – Genova

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La mostra riappare a Palazzo Tursi a Genova, sede del Comune, e già nei primi giorni centinaia di visitatori del palazzo si fermano a dare un’occhiata. La cosa non sfugge alla Rai che realizza un servizio al TGR Liguria e a Repubblica.it che “ruba” qualche scatto e ne fa una galleria fotografica nell’edizione web genovese.

Galleria di Repubblica.it

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DDL daltonismo: conferenza stampa in Senato

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La nuova legge sul daltonismo, presentata dalla sentarice De Pietro del Movimento 5 Stelle e firmata anche da moltissimi altri parlamentari, sarà presentata in Senato martedi 24 settembre 2013, alle ore 14.00, nella sala Caduti di Nassiryia.

Insieme alla conferenza stampa saranno esposti la mostra, i quadri e la bandiera italiana daltonica.

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DDL sul daltonismo bis: la norma ripresentata in Senato

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A seguito del cambio di legislatura, il disegno di legge sul daltonismo presentato dal senatore Carrara è decaduto. E’ stato quindi provveduto a ripresentare il DDL, opportunamente aggiornato, da parte della Senatrice Cristina De Pietro del Movimento 5 Stelle. Pubblichiamo qui il nuovo testo.

Disegno di legge sul daltonismo – edizione 2013

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Firenze Today: quando il daltonismo diventa utile

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Riportiamo la frase finale di un articolo di Firenze Today relativa ad una ingente truffa assicurativa sventata dagli investigatori.

Truffe alle assicurazioni: 20 arresti e 200 denunce in Toscana
„Durante la fase investigativa non è mancato qualche ‘aneddoto’. Come uno dei coinvolti nei finti incidenti, che incalzato dalle domande della polizia giudiziaria, ha dichiarato di aver perso la memoria durante l’urto. O un altro che, interrogato sul colore dell’auto della controparte e non sapendo rispondere, ha esclamato: “Sono daltonico“.“

da: http://www.firenzetoday.it/cronaca/truffe-assicurazioni-firenze-prato-pisa.html

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A Genova si progettano biglietti bus rossi e verdi

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A seguito di un cambio tariffario, a Genova l’azienda dei trasporto progetta i nuovi biglietti e per distinguere tra quelli validi solo sull’autobus e quelli validi anche sul treno usa rosso e verde. Ecco la mail inviata al Sindaco e ai due assessori alla mobilità e ai diritti civili.

Gentile Sindaco, egr. Assessori,
Questa mattina sul Secolo XIX ho potuto leggere della nuova colorazione dei biglietti bus+treno e solo bus che saranno resi disponibili ente metà giugno.
I colori scelti, così come descritti nell’articolo del secolo, sono rosso e verde. Purtroppo questi due colori sono poco distinguibili dai daltonici classici, i protanopi e i deuteranopi, che insieme rappresentano la quasi totalità dei daltonici e circa il 7 percento dei maschi, quindi circa 18000 persone a Genova.

L’uso del colore è stato considerato rilevante dai designer del biglietto, che hanno infatti scelto due colori che per i tricromatici ‘normovedenti’ sono all’opposto della percezione cromatica quindi ben distinguibili. Pongo l’accento sul fatto che dobbiamo garantire la stessa opportunità cromatica anche per i daltonici, che dalla colorazione rosso-verde potrebbero invece avere svantaggio con errori di timbratura in condizioni di scarsa luminosità o in momento nei quali la lettura accurata del biglietto sia difficile.

Propongo quindi di sostituire uni dei due colori con il blu, che appartiene all’altro asse di discriminazione cromatica blu/giallo e non causa quindi problemi alla maggior parte dei daltonici.

Insieme alla colorazione, visto l’interesse dimostrato dal Comune nell’uso della fonte di carattere per dislessici, si potrebbe utilizzare quel carattere per gli avvisi contrattuali stampati sul retro.

La scelta potrebbe anche essere pubblicizzata come primo esempio in Italia di attenzione di un Comune all’accesso percettivo oltre che architettonico.

Resto a disposizione per ogni chiarimento in materia.
Ringrazio per l’attenzione

cordiali saluti
Stefano De Pietro

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